Pensavo di scrivere d’altro, ma ho deciso , dopo avere letto questo post, di scrivere qualcosa sull’amicizia.
Intendo l’amicizia vera, non quella di myspace o facebook, dove molti accettano chiunque per fare numero. L’amicizia per la quale un Amico E’ un Fratello, una persona della quale ti puoi fidare ciecamente, senza avere dubbi sulle intenzioni e sulle motivazioni.
Leggere il post di GL mi ha riportato a quel momento, dopo il G8, dove a casa sua parlavamo di quello che era successo a Genova, mentre io ero al ritorno dal Kenya, dopo essere stato nelle baraccopoli di Nairobi, in uno dei momenti più difficili della mia vita, a causa di situazioni che non sto a raccontarvi.
Eravamo reduci d’esperienze forti, e potete immaginare l’atmosfera...
Ebbene in quel momento per me difficile, e non per quello che ho visto in Africa, ho imparato a distinguere tra chi mi era amico veramente, e chi invece lo era solo a parole. C’erano state altre situazioni in passato, ma una volta di più la vita mi ha mostrato le vere differenze tra le persone che mi circondavano.
C’è chi è sparito nel momento nel quale avevo più bisogno. Persone per cui avrei dato tutto.
Ed infatti a chi mi chiede dov’è finito quello che era amico di tutti, che rideva sempre, che era sempre disponibile per chiunque, che amava stare in mezzo alla gente sempre e comunque, non posso che rispondere che c’è sempre in me, ma che preferisce osservare meglio, e guardare le persone per quello che sono, pensando anche ad una lezione di un grande maestro:”Non gettare le perle ai porci.”
“Perdonali, ma ricorda i loro nomi.” Diceva qualcuno.
Questo post lo dedico agli Amici Veri, quelli che ci sono sempre, anche quando non ci vediamo, e sentiamo per settimane o mesi, che abitano anche lontano, perchè quando un sentimento è vero non esistono barriere di spazio e tempo.
Auguro a tutti voi di trovarne, di sapere che c’è qualcuno che crede in te, e ti appoggia anche quando state discutendo animatamente, che quando stai per fare una cazzata è disposto ad urlartela in faccia rischiando di perdere l’amicizia pur di aiutarti realmente.
A Voi dedico questa canzone.
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martedì 21 settembre 2010
domenica 21 febbraio 2010
BLACK LEGENDS 1 DI 3 (SLAYER)

In sottofondo ho una delle “Black legends” che ha fatto da colonna sonora, rigorosamente d’acciaio, all’amicizia tra me e G.L. D’Andrea(d’ora in poi in questa serie di post solo GL), autore del Wunderkind :gli Slayer.
Il metallo ci ha unito sin dall’inizio.
Ci siamo conosciuti nell’unico negozio specializzato della nostra città. Cantavo in una delle band che spopolavano in quel di Bolzano, i Raja. Vincevamo concorsi, suonando anche fuori dalla nostra regione e all'estero. A Vienna il Pop-O-Drom, uno dei concorsi più conosciuti dell’area mitteleuropea, ci ha visto in testa tra più di duecento band partecipanti con gruppi provenienti da Austria, Italia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia e Croazia.
GL però all’epoca non sapevo che scrivesse. Per me era semplicemente il chitarrista di una giovane death metal band, che adorava gli Slayer e i Sepultura, che s’incazzava per i problemi del suo gruppo e studiava come un matto gli assoli di Jeff Hanneman e Kerry King. Ho ancora davanti agli occhi l’immagine del suo headbanning mentre imbracciava la sua dimebag darrell della washburn blu (non a caso) metallizzato.
Sognava di aprire un concerto degli Slayer, ma mentre lui era dedito con disciplina allo strumento gli altri pensavano all’aspetto più ludico del far parte di una metal band. Alcol a fiumi e ricerca di “groupies”.
Ora, non che le donne non rientrassero tra i suoi interessi, ma ciò che lo faceva maggiormente incazzare era l’assoluta mancanza di disciplina del resto del gruppo. Credo che sia nato allora il suo interesse per gli strumenti chirurgici della seconda metà dell’ottocento.
Cosa fare con chi non ci metteva l’impegno necessario?
Una maschera di pelle morta
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